Vicino al fiume Vistola, in Germania ve
nera uno chiamato popolo dei Goti, essendo un ammasso di guerrieri,
saccheggiavano via via per mare per terra le provincie Romane; nel
375 D.C. i Goti sconfissero gli Unni capeggiati da Attila, un popolo
di origini mongolica, proveniente dalle steppe dell'Asia centrale.
04/10/13
03/10/13
In elettronica digitale e informatica, una porta logica è un circuito digitale in grado di implementare (cioè di realizzare, simulandone la "logica matematica" mediante opportuni controlli su segnali elettrici) una particolare operazione logica di una o più variabili booleane.
AND è una porta logica che riceve in ingresso almeno due valori e restituisce 1 solo se tutti i valori di ingresso hanno valore 1. Viene chiamata in italiano "porta di necessità" perché appunto NECESSITA che i valori in entrata siano uguali affinché il valore d'uscita sia verificato.

LE PORTE LOGICHE PRINCIPALI SONO:
AND
OR
OR è una porta logica che riceve in ingresso almeno 2 valori e restituisce 1 se almeno un valore di ingresso ha valore 1. Viene chiamata in italiano "porta di sufficienza" perché appunto è SUFFICIENTE che almeno uno dei due valori in entrata sia verificato affinché il valore in uscita sia vero.NOT
Posted on giovedì, ottobre 03, 2013 by Marco28
Sul
finire del 7 secolo D.C., dalla Scandinavia, un gruppo di “uomini
del Nord” detti anche Normanni conducevano le loro navi sottili
attraverso tutta l' Europa occidentale, raggruppati in vere e proprie
bande di saccheggiatori. I Normanni (o Vichinghi) risalivano i grandi
fiumi come la Loira, la Gironda o il Tamigi, per poi spingersi
velocemente fino all'interno saccheggiando intere città indifese o
ricchi monasteri per poi ritirarsi rapidamente prima che queste
fossero riuscite ad organizzare una difesa. I Vichinghi si muovevano
con imbarcazioni immediatamente riconoscibili per la prua
dall'aspetto minaccioso chiamate Drakkars: strette e piccole, con
poco pescaggio, spesso con appesa una fila di scudi sul fianco
esterno, i Drakkars trasportavano dai 25 ai 30 uomini, e quando il
vento calava e la navigazioni procedeva a remi queste imbarcazioni
raggiungevano facilmente la riva ed attaccavano di sorpresa
pesantemente, soprattutto di notte. I
Drakkars (dette anche navi dragone) dominarono l' Europa del nord per
circa 300 anni, e trasportavano uomini a centinaia di migliaia di km
di distanza, in terre lontane, spesso sconosciute, per commerciare,
colonizzare ma molto spesso razziare; la testa di drago scolpita a
prua spaventava i nemici ma proteggeva anche l' equipaggio dagli
spiriti maligni della mitologia nordica. Lo “Snekke” era
il modello di Drakkas più piccolo; lungo 17 metri e largo solo 2,5,
riusciva a solcare fiumi anche più bassi di 1 metro; ma su ogni
barca si trovavano pochi uomini i quali si sedevano su ceste
contenenti i loro effetti personali. Nel 793 i Normanni in
Inghilterra distrussero il celebre monastero di Lindfarm e due anni
dopo saccheggiarono nella Scozia occidentale saccheggiarono il
monastero di jona. I vichinghi, con le loro navi, nel 870
colonizzarono l' Islanda. Nel 985 Erik il Rosso, scoprirà la
Groenlandia e vi stabilirà 2 colonie che sopravviveranno per poco
tempo a causa del freddo; infine, intorno al 1000 Leif Erikson
(figlio di Erik il Rosso), spingendosi ancora di più ad occidente,
scoprirà una terra chiamata Vineland (terra del vino) cioè
l'America, arrivando fino a New York e toccando al Messico. Solo ne
1042 con Edeoardo il Confessore gli Anglo-Sassoni riacquistarono l'
indipendenza poiché i Vichinghi erano entrati in Francia, occupando
la Normandia, fino alla conquista dell'Inghilterra della Danimarca e
della Norvegia
Posted on giovedì, ottobre 03, 2013 by Marco28
Dietro
i Franchi e gli Alamanni, durante il 5° secolo D.C., apparve un
altro popolo barbarico: dalle sponde dell'Elba(Polonia) infatti
vivevano i Longobardi, che migrarono i Italia nel 568. Non
particolarmente numerosi (tra le 1000000 e 50000 unità), poco
coordinati militarmente, si predisponeva a pelle di leopardo, guidati
da loro “DUX”, venivano descritti dai romani come generalmente
alti, biondi, slanciati, con occhi chiari e molto forti. I Longobardi
conquistarono subito in Italia un piccolo territorio chiamato
Longobardia, da cui rimasero escluse la Laguna Veneta, la Liguria, e
l'esarcato (stato) di Ravenna. Nonostante l' input della
cattolicissima regina Teodolinda, moglie di Re Agidulfo, nel voler
convertire il suo popolo al cattolicesimo, i Longobardi rimasero
principalmente Ariani. Nel 764, i Franchi,(grazie anche al matrimonio
tra 2 figli di Pipino e due principesse Longobarde-Carlo Magno
infatti sposa Ermengarda) conquistarono e sottomisero il regno
longobardo. Intanto a nord del nostro Limes dalle frontiere
settentrionali più fredde quasi rimaste abbandonate, in cui le
legioni romane mal sopravvivevano, si insediarono altre popolazioni
barbariche: gli Svevi e i Vandali in britannia, poi gli Angli e i
Sassoni in Scandinavia, i quali soppiantarono completamente la
civiltà latino fino ad allora insediatasi.
Posted on giovedì, ottobre 03, 2013 by Marco28
Dal 5
secolo d.c dopo l'indebolimento dell'Impero Romano, ci si avvia
lentamente verso una generale frantumazione delle pratiche di
governo, ad una disgregazione delle scuole, ad una difficoltà nelle
comunicazioni; ecco che anche il linguaggio, il parlato, viene
contaminato dalle parole nuove dei popoli invasori; per questo,
attraverso un lento processo linguistico, la forza del latino viene
meno, e si affermano su di lui quegli idiomi che, creano le attuali
lingue o lingue moderne; in Sicilia, alla corte del ghibellino
Federico II di Svevia, fondatore dell'università di Napoli (famosa
per gli studi giuridici) e dell'università di Salerno (famosa per
gli studi di medicina) vengono da lui chiamati studiosi cattolici,
greci ed arabi; il colto imperatore, infatti, che parlava benissimo
tedesco, francese, greco, latino, arabo e l'ebraico promuove degli
studi scientifici nella città di Palermo; ecco che nel 1230
nasce nel capoluogo siciliano la scuola siciliana, primo centro in
Italia in cui si parla italiano e luogo in cui si forma un primo
gruppo di intellettuali, in tutto una ventina, i quali introdussero
nei loro scritti il volgare siciliano; tra questi Pier delle Vigne,
Iacopo da Alentini, Filippo da Messino, Cielo d'Alcamo ed altri. Dopo
la morte di Federico II di Svevia nel 1250 la scuola siciliana si
frantumò e l'eredità degli studiosi passò in Toscana esattamente a
Firenze, prendendo il nome di Dolce Stil Novo; così, il fiorentino
scritto, diventa alla fine del '200 la lingua letteraria per
eccellenza di tutti gli intellettuali italiani fino ad oggi.
A Firenze infatti un piccolo cenacolo di giovani poeti, capeggiato dal bolognese Guido Guinizzelli, giudice di professione,e dai fiorentini Guido cavalcanti, Cino da Pistoia, Lapo Gianni e lo stesso Dante Alighieri i quali si distaccheranno dalla precedente tradizione siciliana, creando per la prima volta testi di lingua italiana. Questi poeti appartenevano ad una ristretta cerchia di intellettuali, che di fatto costituivano una specie di aristocrazia, non di sangue ma di nobiltà d'animo; erano infatti tutti molto eruditi ed appartenevano all'alta borghesia universitaria.
A Firenze infatti un piccolo cenacolo di giovani poeti, capeggiato dal bolognese Guido Guinizzelli, giudice di professione,e dai fiorentini Guido cavalcanti, Cino da Pistoia, Lapo Gianni e lo stesso Dante Alighieri i quali si distaccheranno dalla precedente tradizione siciliana, creando per la prima volta testi di lingua italiana. Questi poeti appartenevano ad una ristretta cerchia di intellettuali, che di fatto costituivano una specie di aristocrazia, non di sangue ma di nobiltà d'animo; erano infatti tutti molto eruditi ed appartenevano all'alta borghesia universitaria.
Posted on giovedì, ottobre 03, 2013 by Marco28
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